Dal “Gazzettino”:
GOL: pt 25’ Mosca, 36’ Bigoni; st 4’ Modolo, 14’ Volpato, 24’ Corazza.
BELLUNO: Marin 5.5; Nogarè 5, Mucci 6, Sperti 5.5, S. Brustolon 5; Armenise 5.5, Mosca 6.5 (st 28’ Vignaroli sv), Onescu 6, Mele 6 (st 34’ E. Brustolon sv); Luppi 6, Brotto 5.5 (st 14’ Antoniol 5.5). (Miniati, Zanolla, Lupo, Viel). All. G. Borgato.
VENEZIA: Cavarzan 6; Bigoni 6.5, Modolo 7 (st 28’ Cardin sv), Bivi 6.5, Vianello 6.5; Nichele 6.5 (st 28’ Rigoni sv), Collauto 7, Segato 7, Di Prisco 7; Volpato 6 (st 18’ Ragusa 6), Corazza 7. (Lotti, Gargano, Molin, Benedetti). All. P. Favaretto.
ARBITRO: Federico Fanton di Lodi, 6.5 (assistenti: Andrea Ferrero e Vincenzo D’Angelo di Lecco).
NOTE. Spettatori 800 circa (582 paganti). Angoli 5-4 per il Venezia. Ammoniti: Armenise, Bigoni, Mele, Nichele e Di Prisco. Recupero: pt 2’; st 5’.
(m.fe.) Bello nel primo tempo, in soggezione nel secondo. Il Belluno paga carissimo il passaggio a vuoto dopo il capolavoro di tacco di Modolo – il due a uno che taglia le gambe ai gialloblù – ma esce comunque tra gli applausi. La buona volontà c’è, si vedono anche azioni spettacolari, il problema è la tenuta, l’attenzione, quella forza mentale che una squadra di giovani deve poter costruire nel tempo. Per ora non c’è l’ansia della classifica (dietro restano sei squadre ma siamo in piena zona playout) e comunque non era certo con il Venezia che si doveva raccogliere punti salvezza.
Si inizia ed è subito un monologo del Venezia. Al possesso palla pressoché ininterrotto, però, non corrisponde alcun reale pericolo creato dalle parti di Paolo Marin. La risposta del Belluno arriva al 10’, con un tiro di Luppi deviato. Sul corner, anzi ancora prima della sua esecuzione, Brustolon viene affondato in area. Sarebbe rigore, ma quando mai li fischiano questi contatti? E infatti il capitano nemmeno protesta.
Dopo il quarto d’ora il Belluno – in difficoltà un paio di volte per le incertezze di Sperti – prova a farsi vedere e ci riesce bene. Azioni rapide, schemi efficaci, combinazioni palla a terra da applausi. Che arrivano. A scena aperta, quando i padroni di casa sbloccano il risultato. L’iniziativa nasce a destra, Brotto innesca Luppi che da ala, lui che è un centravanti al servizio dei compagni, mette sul primo palo un pallone perfetto. Mosca è puntuale, al culmine di uno di quei inserimenti dalla sinistra verso il centro che lo hanno reso l’uomo più pericoloso dell’attacco di Borgato. È già il terzo gol del ragazzo agordino, l’anno scorso in Eccellenza con il Liapiave.
Il Venezia reagisce con orgoglio e capisce che fare circolare il pallone e nasconderlo agli avversari serve poco se poi non tiri. E subito dopo la mezz’ora, al primo corner, ecco il pari: gran mucchio in area, la sfera schizza fuori, dai 30 metri Bigoni controlla e lascia partire un destro con una traiettoria a pallonetto. Marin è troppo fuori dai pali e non può che assistere al pareggio veneziano.
Il secondo tempo sembra sonnecchiare, tra un fallo e l’altro. Invece alla prima azione da palla inattiva, il Belluno si fa ancora sorprendere. Nichele si incarica di un fallo laterale dalla sinistra, con la sua forza lo trasforma quasi in un cross che pesca Modolo spalle alla porta. Il numero 3, goleador a sorpresa della stagione veneziana (ha già segnato una tripletta), inventa un colpo di tacco da favola che si infila nell’angolo alto alla sinistra di Marin. Bravo a pensarla, ancora più bravo a eseguirla. E se anche fosse stato fortunato, se l’è meritata tutta, la buona sorte. Il 2-1 sembra agevolare il lavoro del Venezia, superiore tecnicamente e più sicuro. Volpato prova da posizione impossibile, Marin para facile (10’). Non potrebbe nulla, invece, il portiere del Belluno, sulla punizione dal limite di Collauto (13’), ma la palla esce esterna all’incrocio di pochi centimetri. Il Venezia è sempre là davanti: angolo da destra, testa di Volpato sul fondo.
Borgato richiama Brotto, ma invece di inserire un’altra punta – in panchina c’è Elia Brustolon – sposta avanti Mele e schiera Antoniol in mezzo al campo. Qualche attimo dopo però la partita prende definitivamente la strada della laguna. Corazza semina Brustolon e smarca Volpato in area, tre difensori chiudono il gigantesco numero nove. Ne esce un rimpallo strano. Direzione porta. Sopra la testa di Marin. La terza traiettoria «originale», il terzo gol del Venezia.
Demoralizzato, il Belluno fa quel che può. 22’: Mele (nella foto sopra) svaria dal centro alla fascia e mette in area un pallone invitante, lo raccoglie Antoniol che dall’area piccola riesce a non trovare la porta. Molto più spietato Corazza al 24’: Collauto lo mette davanti alla porta con un passaggio che taglia la metà campo, il diagonale finisce la sua corsa nell’angolino. 4-1.
Partita strafinita, quindi. Si prosegue quasi per inerzia. O per cercare soddisfazioni personali. A Ragusa la nega un bel recupero di Simone Brustolon. A Luppi una mira ancora una volta non perfetta, anche se la conclusione dai 30 metri è bellissima.
LE PAGELLE
MARIN 5.5: fuori posizione in occasione del gol del pareggio, perché troppo avanzato. Sfortunato poi nel secondo e terzo gol veneziano, ma un po’ incerto in un altro paio di interventi.
NOGARÈ 5: domenica storta per Andrea, in una stagione in cui sta faticando parecchio.
MUCCI 6: probabile frattura allo zigomo per il giocatore toscano, portato via in ambulanza. In bocca al lupo per un recupero più veloce possibile. Nella foto sotto, i soccorsi a Marco.
ARMENISE 5.5: colpito duro dagli avversari subito all’inizio, eppure è il primo ammonito della partita. Che prosegue non benissimo per l’orgoglioso lottatore del centrocampo gialloblù, disorientato di fronte a una squadra nettamente superiore nel possesso palla.
SPERTI 5.5: fa «ballare» la difesa con passaggi a vuoto cui poi magari rimedia in prima persona, ma è in difficoltà e si fa battere in velocità persino da Volpato.
S. BRUSTOLON 5: messo in conto alla sfortuna – o alla fortuna avversaria – un paio di reti, resta da dire che il reparto difensivo è apparso in balia degli avversari per quasi tutta la ripresa.
MOSCA 6.5: un bel gol, il terzo in campionato, dimostrando ancora una volta intelligenza negli inserimenti. E poi lotta fino a quando viene sostituito (st 28’ VIGNAROLI senza voto).
ONESCU 6: di fronte ad avversari di categoria superiore cerca di tenere botta, e ci riesce, senza fare meraviglie ma dimostrando che a 16 anni sa stare in campo.
LUPPI 6: partita onesta, l’ennesimo assist, due conclusioni sfortunate. La sconfitta non è certo colpa sua.
MELE 6: esce per crampi, ancora una volta tradito dalla generosità. È uno dei giocatori del Belluno che per dinamismo e qualità meno patisce il confronto con la corazzata lagunare (st 34’ E. BRUSTOLON senza voto: quando viene richiamato Brotto, ci si aspetta di vedere entrare Elia. Succede solo 20’ dopo e nella decina di minuti finali, lo zoldano si muove benino. Evidentemente per Borgato non ha nemmeno mezz’ora nelle gambe).
BROTTO 5.5: entra con intelligenza nell’azione del gol del vantaggio, poi si vede poco. Era un esame difficile, è stato rimandato (st 14’ ANTONIOL 5.5: buttato nella mischia come centrocampista, a partita ancora teoricamente aperta, sul 2-1 per il Venezia, assiste quasi subito al terzo sigillo ospite. Avrebbe l’occasione per riaprirla, ma fallisce il gol da pochi passi. Deve ancora migliorare molto fisicamente).
Maurizio Ferin
Mele: «Potevamo metterli in difficoltà solo se avessimo mantenuto ritmi altissimi»
Anche lui, come Mucci, è dovuto uscire anzitempo dal campo per problemi fisici. Ma a differenza del terzino toscano, Marco Mele tranquillizza tutti: «No, nessuno stiramento o problema muscolare. Semplicemente crampi. Già adesso mi sento molto meglio». Fisicamente, ma non moralmente: «È vero, questa sconfitta è pesante, ma arriva contro la grande favorita per la vittoria del campionato». Mele ha parole di elogio nei confronti dei lagunari: «Il Venezia mi ha dato l’impressione di essere davvero una grandissima squadra, ricca di qualità e talento. Tuttavia, ci sono stati realmente superiori solo nella seconda frazione. Nella prima, infatti, abbiamo retto bene il campo».
Era impossibile battere Collauto e compagni o, quantomeno, arginare il miglior attacco del girone C di serie D? Non proprio, secondo il fantasista di origini pugliesi, «ma per metterli in difficoltà è necessario giocare tutta la partita su ritmi altissimi. Se presi in velocità, ho notato che tendono a soffrire, soprattutto in difesa. Ma in questo momento della stagione non è facile tenere certi ritmi». Mele punta il dito contro la mancanza di attenzione: «L’impegno è sempre al massimo, il livello di concentrazione non sempre. Dobbiamo sbagliare di meno e limitare le ingenuità, altrimenti le disattenzioni, contro avversarie di questo calibro, si pagano».
Pochi scampoli di partita, ma nel suo ruolo naturale: non è un caso che, a differenza di molti suoi compagni, Enrico Antoniol appaia rilassato, se non addirittura sereno, davanti ai taccuini: «A centrocampo mi trovo meglio, è la mia posizione. E in passato ho giocato anche seconda punta». Per quanto riguarda il poker incassato, «non facciamo drammi, abbiamo disputato un super primo tempo contro una signora squadra e le loro reti sono scaturite da situazioni piuttosto fortuite e casuali. Siamo giovani, dobbiamo migliorare nella gestione delle partite, ma non ho mai visto un gruppo unito e affiatato come questo. Da quando sono arrivato a Belluno ho trovato solo ragazzi splendidi. Vedrete, questa unità di intenti sarà il nostro valore aggiunto nel prosieguo della stagione». L’ex Cittadella, dopo aver metabolizzato gli errori commessi contro la Virtus Vecomp, sta trovando «la forma migliore, visto che sono arrivato a inizio settembre e a corto di condizione». La classifica non è delle migliori: «Non è un problema – puntualizza Antoniol – il calendario ci ha riservato subito le compagini più forti del torneo. Sono convinto che, con il passare dei giorni, potremo solo crescere. In questo avvio di campionato siamo stati altalenanti e per questo ci prendiamo le nostre responsabilità. Io per primo».
Marco D’Incà